Temo il Signore che passa!

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti.
Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà.
In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza e avrà lasciato le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così, chi si troverà nel campo, non torni indietro. Ricordatevi della moglie di Lot. Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva.
Io vi dico: in quella notte, due si troveranno nello stesso letto: l’uno verrà portato via e l’altro lasciato; due donne staranno a macinare nello stesso luogo: l’una verrà portata via e l’altra lasciata».
Allora gli chiesero: «Dove, Signore?». Ed egli disse loro: «Dove sarà il cadavere, lì si raduneranno insieme anche gli avvoltoi».

Parola del Signore

11 novembre 2016

clessidra-tempoLa vita tranquilla e pacifica non si addice al cristiano. Una vita sempre uguale, pianificata, calendarizzata in tutte le sue parti non fa parte del discepolo di Gesù. Abbiamo bisogno di sapere che Gesù vive con noi, agisce insieme con l’uomo. Rifiutiamo l’eterna routine che lascia tutto in ordine ma non conduce al cambiamento. I tempi del Figlio dell’uomo, sono tempi in cui l’uomo apre gli occhi, non si lascia cogliere impreparato nella conversione, nell’operare il bene, nel rivoluzionare la propria vita. Gesù riempie il nostro tempo affinché questo sia saturo di benedizioni: «il regno di Dio è in mezzo a voi» (cfr. Lc 17,21) Sant’Agostino in un suo celebre discorso dice:«Temo non solo Gesù che passa ma anche Gesù che rimane»(cfr. Disc. 88,14-13), perché aveva capito – forse meglio di qualunque altro – che il tempo da dedicare a Gesù non può essere sprecato o misurato. Il riferimento del vangelo ai “giorni di Noè”, rende bene l’idea di un mondo incapace di percepire la bellezza di Dio che rende bello l’uomo e della sua pazienza che vuole sedurlo nell’amore. Gesù vuole metterci in guardia da una vita grigia che ci anestetizza facendoci dimenticare di essere belli e amabili davanti a Dio. San Martino, che oggi la liturgia ricorda, si lascia sconvolgere da Gesù attraverso il povero che incontra per strada. Senza esitare divide con lui i mantello, agisce nell’oggi, non invita il povero ad andare alla Caritas a trovare assistenza, ma condivide con lui il suo vestiario. San Martino riconosce Gesù che passa, e noi?

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