Signore, abbiamo bisogno di Leoni

«10 novembre – Memoria di san Leone I, papa e dottore della Chiesa: nato in Toscana, fu dapprima a Roma solerte diacono e poi, elevato alla cattedra di Pietro, meritò a buon diritto l’appellativo di Magno sia per aver nutrito il gregge a lui affidato con la sua parola raffinata e saggia, sia per aver sostenuto strenuamente attraverso i suoi legati nel Concilio Ecumenico di Calcedonia la retta dottrina sull’incarnazione di Dio. Riposò nel Signore a Roma, dove in questo giorno fu deposto presso san Pietro.» (Dal Martirologio Romano)

san-leone-magno-2Mi è sempre stato simpatico papa Leone Magno, fin da quando – giovane studentello – preparavo l’esame di storia della Chiesa antica. Ho potuto apprezzare le sue doti di forza e di determinazione leggendo quanto detto di lui dagli storici ma anche dalla memoria del popolo cristiano. E poi l’episodio con Attila sul Mincio…grandioso. Per fare il Papa ci vuole forza, c’è poco da fare, sia come uomo ma ancor di più come pastore. Leone ha saputo rispondere alle istanze civili, religiose, teologiche, ecclesiastiche, disciplinari del suo tempo con puntualità e solerzia; avendo bene in mente che il popolo cristiano guardava a lui come zattera di salvataggio davanti a pericolose derive. Le derive ci sono sempre e sono pericolose, non risparmiano nessuno: preti, vescovi, semplici fedeli, tutti possiamo naufragare dentro i flutti dei nostri giri di testa se qualcuno non ci tira per i capelli. Leone Magno ha fatto questo con la Chiesa e io, da un papa, mi aspetto proprio questo. Dice Gesù a Pietro:«Simone, Simone, ecco Satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli» (cfr. Lc 22,31-32). Ho bisogno di essere confermato nella fede, con l’incoraggiamento e l’accompagnamento. Mi rattristo molto quando sento di un confratello sacerdote che ha ricevuto il benservito dal proprio vescovo o dal proprio ordinario, magari dopo un palese ostracismo o dissociazione pubblica. Mi chiedo: perché? Non si vuole più spendere del tempo per recuperare l’altro, per usare la ben famosa Misericordia? Del resto Gesù ci ha avvisato che Satana cerca di farci la festa, ieri come oggi. Il nemico da combattere è il diavolo, non il ministro di Dio o il semplice fedele. Nella vita cristiana, sia come fedeli che come ministri di Dio abbiamo bisogno di incontrare consolatori non pubblici ministeri! Leone Magno ha guidato il popolo cristiano e ha recuperato con forza e pazienza coloro che si erano allontanati dalla Chiesa. Questo è valido ancora oggi. Abbiamo bisogno di padri che sappiano dare la vita per i figli, che non abbiano paura di lesinare sulla verità, anche quando è scomoda. Leone Magno salvò Roma dall’essere saccheggiata da Attila, ma da un più vile e grave saccheggio Roma fu risparmiata: il saccheggio della verità e della fede. Per questo mi sento di raccomandare a tutti la devozione a questo grande papa, affinché con la sua intercessione e la sua preghiera salvi la Chiesa di oggi dalle sue derive e saccheggi.

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