Servi inutili?…No, senza pretese!

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse:
«Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, strìngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

Parola del Signore

mrs-doubtfire

8 novembre 2016

Uno dei titoli più belli e meno altisonanti del Sommo Pontefice è Servus Servorum Dei, cioè servo dei servi di Dio. La logica è chiara e marcatamente evangelica. Il Cristo si è fatto servo, ha vissuto l’obbedienza al Padre come servizio, quindi coloro che si ispirano a Cristo devono acquisire questo stile. Purtroppo i servi ai tempi di Gesù non avevano una bella vita, sempre pronti a prendere i rimbrotti dei padroni che scaricavano su questi poveri uomini (e donne!) i loro giri di testa. Assimilare perciò i discepoli di Gesù a servi necessita di una spiegazione. Anzitutto noi siamo servi nella misura in cui uniformiamo la nostra vita a Gesù, è necessario crescere e progredire in una conformazione quotidiana a Cristo servo. Conformazione che necessità di docilità alla grazia, buona volontà, serena fiducia nella provvidenza, preghiera fiduciosa allo Spirito Santo, vita sacramentale. Quando Gesù ci chiama servi, non vuole fare di noi i governanti o i badanti di santa madre Chiesa…e men che meno di qualche parrocchia, convento o prelato! Il nostro servizio si delinea a partire dal mistero della passione, morte e risurrezione di Gesù:«avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine» (cfr. Gv 13,1). Gesù è il servo fino alla fine, davanti a ogni persona, in ogni situazione, anche quando appare impopolare, perché ama fino in fondo coloro che il Padre gli ha affidato. Il servizio di Gesù è un servizio che conduce alla salvezza, non si può comprendere se non con la realtà redentiva da lui compiuta «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori» (cfr. Lc 2,34-35). Inoltre il nostro “padrone” è Dio, non certo un personaggio volubile e fragile come i tanti padroncini mondani che il mondo di oggi conosce! Gesù ci invita a essere servi inutili…ma in effetti questo termine si capisce meglio, non nel senso dell’inutilità, ma nel senso del non accampare pretese davanti al Padre. Il servo senza pretese, è colui che ha firmato un assegno in bianco e lo ha consegnato a Dio affinché metta la cifra dell’amore da versare. Il servo senza pretese, è colui che non “fa le pulci” a Dio se la sua vita non rispetta le garanzie che i sindacati prescrivono (umani ed ecclesiastici), ma è colui che è totalmente abbandonato al Padre come ha dimostrato il Nazareno. Non so voi, ma per me è una grossa responsabilità.

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