Fatti per costruire

Dal Vangelo secondo Giovanni

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete.
Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!».
I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.

Parola del Signore

9 novembre 2016 – Dedicazione della Basilica Lateranense

Noi siamo Chiesa! Si, vabbè…Chiesa.

mattoniQuesta parola è forse la più inflazionata e deteriorata che il mondo moderno possa conoscere. Pochi cristiani sono coscienti del vero significato di questo termine, che in fondo rivela l’identità profonda di ogni battezzato discepolo di Cristo. E se questo è vero per i cristiani, immaginiamo gli altri. Ci vuole la pazienza di Giobbe per far capire alle persone che Chiesa, Vaticano, gerarchia, sono tre realtà diverse. Ma nel mondo della globalizzazione – si sa – tutto fa brodo! La festa di oggi è la festa della Chiesa che è tempio di Cristo, realtà in cui Gesù è presente. Nel vangelo di Giovanni, Gesù pone fine alla realtà del tempio antico come luogo di incontro con Dio e afferma con autorità se stesso: è lui il vero tempio in cui adorare il Padre in spirito e verità (cfr. Gv 4,23). Gesù dice chiaramente ai suoi ascoltatori che il Padre si incontra attraverso di lui, che è lui la porta per entrare dentro il mistero di Dio. In quest’ottica perdono valore tutte le realtà che nella Chiesa mi distanziano da Cristo e non mi consentono di fare esperienza di Dio. Capiamo allora perché Gesù caccia via i mercanti e i cambiavalute: erano diventati intralci nella relazione con Dio. Il rischio è quello di cadere in una realtà ritualistica, manageriale, che mi assicura il contatto con il divino se ottempero a delle prescrizioni. Essere Chiesa è voler stare con Gesù, con tutti coloro che si fidano di lui. La Chiesa è bella perché è di Cristo e perché è sostenuta dal suo Spirito, non perché c’è padre Tizio, don Buro, monsignor Caio. In questa realtà in cui Cristo è l’essenziale, noi siamo coloro che vivono di questa essenzialità. Noi siamo Chiesa perché Gesù ci rende tali. Siamo mattoni di questo edificio spirituale, membra di questo corpo. Abbiamo bisogno di Cristo e della Chiesa per essere edificati come costruzioni ben solide affinché possiamo a nostra volta edificare e sostenere i fratelli. E se a volte qualche mattone cade, qualche membro si ammala, confidiamo di trovarci già nel luogo giusto dove poter essere curati.

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