Credo in un solo facebook, social onnipotente

Kiev, Ukraine - October 17, 2012 - A logotype collection of well-known social media brand's printed on paper. Include Facebook, YouTube, Twitter, Google Plus, Instagram, Vimeo, Flickr, Myspace, Tumblr, Livejournal, Foursquare and more other logos.

Lo confesso, sono uno di quelli che non considera l’informatica, i social network, e le cose elettroniche come il male assoluto. Per questo motivo, da cristiano e sacerdote, uso spesso e volentieri questi mezzi della modernità per vivere la mia fede e condividerla con altri. Tutte le cose hanno un lato positivo e i cristiani hanno il compito di trovarlo sempre e di potenziarlo. Tuttavia, non mi torna una cosa… Frequentando Facebook, Twitter etc, rimango sorpreso nel notare come alcuni cristiani, che vivono e praticano i nostri ambienti, hanno dei profili social che susciterebbero l’invidia di satanasso. Quando ci parli sembra di stare con persone tranquille, felici della loro scelta di fede, quando vedi i loro profili web sarebbero capaci di far salire l’anticlericalismo anche a Winnie the Pooh e Peppa Pig. Quindi mi domando, cosa mi sono perso? Intendiamoci non c’è giudizio in questo, forse solo un filo di tristezza e tanta riflessione, insieme alla volontà di capire meglio e di aiutare. Vedo post di Facebook in cui si difendono istanze laiche e laiciste di vari colori. Idee propugnate con fermezza che cozzano violentemente con l’insegnamento del Vangelo e del magistero. Attacchi convinti contro quel sacerdote, religioso, pontefice, semplice fedele che non condivide un certo stile di penguareschi-segretosiero. Foto e immagini che ispirano di tutto, tranne che un cuore che vive di Dio. Ora cedo anche io alla tentazione di citare San Paolo che riguardo a queste cose dice espressamente:«neppure se ne parli tra voi, come si addice a santi» (cfr. Ef 5,3). E per San Paolo i santi sono coloro che Cristo ha riscattato con il suo sangue, i battezzati, noi insomma. Forse il merito di questo stile comportamentale è dei social network, che riescono a tranquillizzare gli animi meglio di uno psicologo, tanto che davanti alla tastiera, il pio devoto può lasciare andare i propri freni inibitori e vuotare il sacco di ciò che crede veramente in attesa della prossima confessione domenicale. Ma tant’è, la gente ha bisogno di cristiani autentici anche sul web. E se è vero, come diceva Guareschi nel suo “Don Camillo”, che Dio ci vede nel segreto della cabina elettorale, non abbiamo dubbi che ciò accada anche davanti alle tastiere del computer. Là dove l’angelo custode è costretto a chiudere gli occhi e alcune volte a prendere un cachet a causa del mal di testa che gli procurano i suoi assistiti.

Precedente Servi inutili?...No, senza pretese! Successivo Fatti per costruire