Io cerco la Titina

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, i farisei domandarono a Gesù: «Quando verrà il regno di Dio?». Egli rispose loro: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: “Eccolo qui”, oppure: “Eccolo là”. Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!».
Disse poi ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».

Parola del Signore

io-cerco-titina10 novembre 2016

Che Dio fosse una persona seria che non soffre della “sindrome di Raffaella Carrà” lo avevamo già capito seguendo Elia. Sull’Oreb, il nostro temperamentoso profeta incontra Dio non nel vento, non nel terremoto o nel fuoco…ma nella brezza leggera (cfr. 1Re 19,1-18). Come tutte le persone importanti, Dio ama vivere e presentarsi nelle dinamiche quotidiane, la stessa nascita del Figlio segue dinamiche ordinarie. Per questo motivo è necessario avere occhi per accorgersi di Dio, per fiutare la sua presenza anche in quelle circostanze che non hanno nulla di interessante ai nostri occhi. I farisei del vangelo di oggi, cercano segni, teofanie, date sicure sulla venuta del Regno di Dio. Gesù, come sempre, risponde in modo diretto demolendo false aspettative:«Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione…il regno di Dio è in mezzo a voi!». L’ordinarietà di Dio è la sua forza! Il vivere nella vita quotidiana degli uomini e intessere la sua presenza nella nostre vite è questo il lavoro straordinario. Spetta a noi avere uno sguardo lungo sulla realtà, uno sguardo profetico, per poter scorgere Dio senza veli. Tanti cercano Dio, come si cerca la Titina della famosa canzone…senza trovare nulla. Si disperano, dicono di perdere la fede, sbattono i piedi, vanno dietro a segni e santoni senza trovare pace. Con San Paolo possiamo dire che:«Mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano sapienza, noi invece annunciamo Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio» (cfr. 1Cor 1,22-24). Gesù è il segno certo della presenza di Dio nell’oggi, sotto braccio a Gesù, noi viviamo già il regno di Dio, lo rendiamo presente con le azioni più semplici: pregare, preparare da mangiare, fare la spesa, vivere la carità nella pazienza e nella sopportazione, vivere il nostro lavoro o studio come contributo al piano di salvezza del mondo, gioendo delle cose belle, affrontando con fede quelle brutte. Così si è comportato il papa Leone Magno, che oggi ricordiamo, che sotto braccio a Gesù ha saputo fermare la furia di Attila, senza bisogno di eserciti e violenza.

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